di Eliana Del Prete

 

“Lo sport è…solidarietà” questo lo slogan ed il titolo della manifestazione ludico-sportiva organizzata dalla Parrocchia Sacro Cuore in collaborazione con CSI (Centro Sportivo Italiano) svoltasi domenica scorsa presso i giardini Mercadante, con l’intento di sensibilizzare i cittadini alla cura del proprio territorio. La kermesse – che ha fatto registrare la presenza di circa 150 iscritti tra bambini e ragazzi d’età compresa tra otto e sedici anni –  è solo uno dei tanti progetti che Mons Mario Cinti, parroco del Sacro Cuore al Corso V. Emanuele, organizza e promuove per lanciare messaggi a cittadini ed enti, affinché il quartiere in cui si vive non sia lasciato all’incuria e all’abbandono. All’accorato appello le istituzioni e gli abitanti hanno risposto con una presenza sentita e massiccia. Palla a volo, tiro alla fune, calcetto e ping pong sono state solo alcune delle attrazioni dedicate gratuitamente ai partecipanti coinvolti in un unico gran gioco di squadra: la lotta al degrado e all’incuria.

Oltre ad alcuni esponenti della I Municipalità, alla mattinata di festa è intervenuta anche Maria Teresa Dolce, moglie del Sindaco Luigi de Magistris, la quale, accompagnata da Mons Cinti, dopo aver incontrato i bambini, ha voluto visitare la vicina Parrocchia del Sacro Cuore. Qui, la first lady si è lasciata andare ai ricordi della sua esperienza da ragazza negli scout, nonché i vari impegni presso centri sociali e nel campo del volontariato in generale.

Al termine dell’incontro, il parroco ha mostrato alla moglie del Sindaco, i segni tangibili di solidarietà di quanti, nel poco o nel molto, hanno donato cibo ed acqua da destinare ai senzatetto.

Il venerdì sera, infatti, come da coordinamento del gruppo di volontariato “Gli amici del cuore”, a turno, medici e operatori pastorali del Sacro Cuore, preparano pasti caldi presso le cucine della Suore della Carità all’Arco Mirelli, Pasti, questi, che vengono distribuiti ancora fumanti ad oltre 70 senza fissa dimora della zona Chiaia-San Ferdinando. “Rivestire”, dunque, di dignità e speranza luoghi e persone, rendendo la nostra città più vivibile ed accettabile è più che possibile, basta volerlo!