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Napoli, difesa-choc: Benitez deve decidere

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20131209-125014.jpg Tre settimane all’inizio del 2014 e all’apertura del mercato di gennaio. Ma è adesso, dopo il clamoroso pareggio in rimonta subito contro l’Udinese, che Benitez deve intervenire per risolvere i problemi della difesa che fa acqua anche quando non piove, cioè quando gli avversari non sono irresistibili come la Juve o il Borussia Dortmund vice campione d’Europa. I portieri Reina e Rafael hanno incassato cinque gol da Lazio e Udinese in sei giorni ed è un dato allarmante, considerando la debolezza dei biancocelesti e l’assenza di punte nell’ultima avversaria al San Paolo. Come ovviare? Dando subito maggiore equilibrio alla squadra per tentare di evitare che la difesa, evidentemente incompleta, si faccia trovare scoperta. Un terzo mediano sarebbe utile in alcuni frangenti, ad esempio. Il parco difensori è questo, considerando che Cannavaro è stato declassato al ruolo di accompagnatore e aspetta che si apra il mercato per indossare un’altra maglia, Roma o Inter. Si può intervenire ancor prima di quei rinforzi che renderebbero il Napoli super competitivo – in grado di riaprire il confronto con la Juve attualmente distante otto punti o di agganciare la Roma (a +5) – soltanto se essi fossero Mascherano o Skrtel, Gonalons o altro centrocampista esperto e un attaccante di taglia, in grado di dare il cambio ad Higuain. L’allarme per il Napoli è scattato prima della sosta, quando gli azzurri hanno sofferto al San Paolo per piegare il debole Marsiglia e sono stati poi affondati dalla Juve. Ma Benitez ha insistito sul 4-2-3-1, non ha apportato al modulo correzioni opportune a causa degli infortuni degli esterni, dell’indisponibilità di Hamsik e di un calo di forma di alcuni giocatori (Callejon, ad esempio) che ha condizionato l’equilibrio tattico. Come abbia potuto l’Udinese “spuntata” recuperare due volte un vantaggio resta difficile da capire. Dov’è l’attenzione, in particolar modo sui calci piazzati? Dov’è quella tensione che consente ad una squadra di proteggere un risultato importante, soprattutto in casa, contro un avversario che aveva una sola arma a disposizione, quella della serenità mentale di chi nulla ha da perdere? È vero che il Napoli è stato rinnovato e che ha bisogno di tempo per metabolizzare il gioco di Benitez, tuttavia la partenza era stata molto incoraggiante. Sono poi arrivati gli infortuni, ma proprio nel momento di difficoltà potrebbe essere il caso di rischiare meno e adattarsi in attesa del mercato. Ovviamente il discorso sarà differente mercoledì perché nella sfida di Champions contro l’Arsenal gli azzurri dovranno rischiare per vincere 3-0 e assicurarsi un posto negli ottavi di finale, risultato che due anni fa la squadra di Cavani e Mazzarri raggiunse. Sabato sera, dopo il 3-3 con l’Udinese, si sono ascoltati fischi del San Paolo. Comprensibili, giustificati anche da un uomo di mondo qual è Benitez, accolto qui con entusiasmo perché ha fatto vedere tanto bel gioco e tanti risultati nella prima parte della stagione. È quel Napoli con un ottimo potenziale offensivo (confermato dai sette gol segnati nelle ultime due partite e dal dato del campionato: 31 reti realizzate come la Juve, che però ne ha incassate sette in meno degli azzurri, 10 contro 17) e con un buon equilibrio tattico che vogliono rivedere i tifosi. Magari in una notte di passione che può trasformarsi in magia. di Francesco De Luca
Fonte: Ilmattino