Tre mesi e sette giorni. Un’eternità per i tifosi, un battito di ciglia nel ricordo di quella notte magica. Il 23 maggio è ancora vivo nella memoria collettiva, quando il 2-0 sul Cagliari siglò il quarto scudetto azzurro. Ora, il Napoli è pronto a tornare nella sua roccaforte, lo Stadio Diego Armando Maradona, per il debutto casalingo stagionale, e l’attesa è febbrile. Il decimo sold out consecutivo e una campagna abbonamenti da record (98% di rinnovi!) sono la prova tangibile che la “febbre azzurra” non accenna a placarsi.
La Rivoluzione Conte: Non solo difesa, ma “Dominio”
L’esordio al Mapei Stadium contro il Sassuolo ha già mostrato un Napoli scintillante, dominante e con idee chiare. La vittoria schiacciante non è stata solo un segnale, ma una dichiarazione d’intenti. Antonio Conte, dopo aver blindato la difesa nella passata stagione (miglior difesa d’Europa!), ha alzato l’asticella. Le sue parole e il lavoro estivo lo confermano: questa stagione il Napoli punterà su un calcio ancora più aggressivo, più votato al possesso e, soprattutto, al gol. Senza, ovviamente, sacrificare quella solidità difensiva che è diventata un marchio di fabbrica.
Il Centrocampo dei Sogni: “Fab Four” per un calcio totale
Il cuore pulsante di questo nuovo Napoli è senza dubbio il centrocampo. I “Fab Four” – Lobotka, Anguissa, De Bruyne e McTominay – hanno incantato a Reggio Emilia, regalando al modulo 4-1-4-1 una versatilità e un’imprevedibilità che pochi altri reparti possono vantare.
Scott McTominay, in particolare, è stato un uragano. Schierato nominalmente a sinistra, ha svariato su tutto il fronte offensivo, scambiandosi con De Bruyne e agendo a tratti quasi da seconda punta. La sua corsa e il suo sacrificio in fase di non possesso sono stati encomiabili. E che dire di Kevin De Bruyne? Mezz’ala, trequartista, regista aggiunto: il belga ha ricoperto più ruoli nella stessa partita, arretrando per costruire e avanzando per rifinire. Questo “ibrido” tattico garantisce compattezza e qualità, rendendo il Napoli difficile da imbrigliare, sia in fase di possesso che di non possesso, con un pressing alto che già si preannuncia devastante.
Nuovi Volti per l’Attacco: Hojlund e il ritorno di Elmas
Sul fronte offensivo, le novità non mancano. L’infortunio di Romelu Lukaku è un colpo duro, ma il Napoli ha reagito prontamente. È ormai questione di ore per l’arrivo di Rasmus Hojlund, il giovane centravanti danese classe 2003, in prestito con obbligo di riscatto (6 milioni + 44 in caso di Champions). Uno sforzo economico importante per sopperire all’assenza di “Big Rom” e garantire a Conte un’opzione di peso là davanti.
E non solo: i tifosi riabbracceranno anche un vecchio amico, Eljif Elmas. Dopo quattro anni e mezzo vissuti all’ombra del Vesuvio, il macedone è pronto a rimettere la maglia azzurra, portando ulteriore energia e qualità a centrocampo.
Verso Cagliari: Squadra che vince non si cambia?
Per la sfida contro il Cagliari, Conte sembra orientato a confermare in blocco la formazione che ha stracciato il Sassuolo. L’unico vero ballottaggio dovrebbe riguardare la porta, con Meret e Milinkovic-Savic a contendersi un posto, anche se il friulano sembra in vantaggio.
In difesa, Buongiorno non è ancora al top, quindi spazio al quartetto di “bicampioni” composto da capitan Di Lorenzo a destra, la coppia Rrahmani-Juan Jesus al centro e Olivera sulla corsia mancina. A centrocampo, la regia sarà affidata a Lobotka, con Politano e McTominay esterni e la coppia Anguissa-De Bruyne a fare da “interni” a tutto campo. L’attacco sarà guidato da Lorenzo Lucca, in attesa dell’ufficialità di Hojlund.
Il Napoli è pronto a riabbracciare il suo stadio, i suoi tifosi e una nuova entusiasmante stagione. L’obiettivo è chiaro: non solo difendere lo scudetto, ma dominare. E il Cagliari sarà il primo, agguerrito, banco di prova.