Si chiamano arte e solidarietà le “Muse” ispiratrici di sei amici che, accomunati dalla passione per la buona musica, hanno deciso anni fa di mettere su una band le cui finalità sono esclusivamente filantropiche. I Grooveera, questo il nome del gruppo, nell’ambito delle iniziative benefico-culturali in cui rientra per appartenenza all’Associazione Muse, si è esibito ieri sera per un pubblico d’eccezione; quello dello storico e rinnovato locale Bentornato Elena sito in viale Gramsci. Ripercorrendo gli straordinari anni ’80, in un revival dei più celebri pezzi degli Spandau Ballet, Wham, Simply Red e Phil Collins ed altri mostri sacri del genere pop- rock,si è conclusa una serata all’insegna del relax e dei ricordi che questo tipo di musica rievoca nei più. Il perché del nome Grooveera è facilmente intuibile a questo punto. Nato a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, il groove, solco, era un netto richiamo al disco in vinile. Nell’accezione del termine, groove indica anche e soprattutto l’empatia che si crea tra musicista ed ascoltatore caratteristica,questa, sempre presente nelle performance della band.
L’idea di suonare senza scopo di lucro, nasce dalla sensibilità degli elementi del complesso musicale, sei professionisti nella vita quotidiana – medici, commercialisti, architetti- che hanno deciso di mettere al servizio del prossimo questa sana ed innata attitudine alla musica.
Ed è così che Simone Capasso, Mauro Cirillo, Maurizio del Vecchio, Fabio Migliardi, Luigi Pacente coordinati dal Prof. Carlo Alviggi, Presidente di Muse nonché chitarrista dei Grooveera, organizzano kermesse per raccogliere fondi da destinare a cause nobili ed importanti.
Il mini concerto di ieri è stato particolarmente apprezzato dagli ospiti di Bentornata Elena il cui proprietario, l’imprenditore napoletano Francesco Minucci ha dichiarato: “Che ben vengano manifestazioni del genere. Desidero che il mio locale rappresenti uno spazio da vivere con l’arte, la musica e tutto ciò che crea aggregazione”.
Tra la soddisfazione generale, si smontano le strumentazioni mentre le luci della strada prevalgono su quelle del locale. Questa sera, la beneficenza ha il sapore di un caffè e di una bibita fredda consumati nella calura estiva con un sottofondo musicale tipico della nostra adolescenza.
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