Home Interviste “Loro, l’oro”di Vittorio Rombolà. Un getto d’acqua gelida per destare le coscienze più sopite.

“Loro, l’oro”di Vittorio Rombolà. Un getto d’acqua gelida per destare le coscienze più sopite.

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di Eliana Del Prete
“Loro, l’oro” è il romanzo di Vittorio Rombolá da leggere tutto d’un fiato. Un fiato che viene quasi a mancare quando l’attenzione viene catturata da frasi che ben poco lasciano all’immaginazione.
Dall’autore di: “Gocce di Gytano”, ” “I colori di uno zingaro” e “Chi è la bestia?” – il romanzo-denuncia contro il fenomeno della lotta clandestina tra cani- “Loro, l’oro” arriva come un getto d’acqua gelida per risvegliare le coscienze di tutti, anche quelle più assopite.
“Loro” sono i bambini ai quali è stato negato sin dal primo vagito il diritto alla felicità e, troppo spesso, il diritto alla stessa vita.
Una penna pungente usata per riflettere, quella dello scrittore romano, che conduce il lettore in un mondo talmente reale e contemporaneo da sembrare fittizio. Frasi esplicite e denudate da ogni significato sibillino spiazzano anche il fruitore più allenato e disinvolto.
Il viaggio tra i confini dell’umanità valica gli orrori dell’infibulazione, della fame, della miseria morale e mentale, lasciando spazio al “niente”. Quel niente che è il contrario dell’agire e reagire ad un destino ineluttabile.