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L’Italia prepara una trappola alle Furie rosse

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20130626-080804.jpg FORTALEZA. L’Italia orfana di Balotelli all’esame della Spagna. Sembra un ostacolo quasi impossibile da saltare, lo ha detto anche il ct Prandelli, ma a giudicare dalla concentrazione e dalla voglia degli azzurri c’è anche qualche motivo per essere ottimisti. Di questo sentimento si fa portavoce Claudio Marchisio. «Quella di Balotelli è una perdita importante, sappiamo quanto sia forte – dice il centrocampista juventino – e cosa ha fatto per questa squadra. Qui ha fatto il salto di qualità, perché sta maturando in campo e fuori, ma ora dobbiamo farne a meno e ci adeguiamo. Lui era dispiaciuto perché teneva molto a giocare contro la Spagna, ma sono certo che chiunque lo sostituirà si farà trovare pronto». Primo candidato, il bolognese Gilardino. Sottolinea Marchisio: «Prendete Alberto Gilardino, è un campione del mondo, e per lui parlano i gol che ha fatto in carriera». Ma ha ragione Prandelli, quando dice che l’Italia è nettamente favorita o domani si parte alla pari? «Che la Spagna sia la squadra più forte e che quasi mai sbagli una partita è vero – risponde Marchisio -, visto che hanno vinto tutto, ma sono convinto che partiamo alla pari. Non è solo una questione che vogliamo la rivincita di Kiev, dovremmo piuttosto giocare come quando li affrontammo nella prima partita dell’Europeo. Noi puntiamo ad arrivare fino in fondo, come loro, e se in un anno siamo passati alla finale di Kiev alla semifinale di Confederations Cup, allora vuol dire che non siamo tanto male. Quindi domani andremo a giocare molto motivati». Sarà importante anche non fare una falsa partenza, ovvero vedere un’Italia che, come in altre occasioni qui in Brasile, per il primo tempo lascia il pallino del gioco in mano agli avversari. «Ci sono tante spiegazioni per questo – dice Marchisio -, e bisogna pensare che qui, viste le distanze del Brasile, è come se la Confederations si giocasse in mezza Europa. È un’esperienza che ci servirà molto per l’anno prossimo, ma in queste partute secondo me si è vita la forza di questo gruppo, e la sua forza di reazione, come ad esempio conro il Giappone, quando siamo partiti veramente male. Ho visto una buona Italia anche nel secondo tempo contro il Brasile, una partita il cui ricordo mi porterò dentro per sempre, perché non è da tutti affrontare la Selecao a casa sua». Un commento sul passaggio di Tevez alla Juventus («ben vengano questi campioni, l’importante è che siano davvero motivati a indossare la maglia della Juve»), poi Marchisio torna di nuovo a parlare di Spagna-Italia. «Sappiamo di affrontare una squadra non facile – dice – e conosciamo il loro modo di giocare, con quei fenomeni di Xavi e Iniesta a creare e con una formazione a volte senza attaccanti per non dare punti di riferimento. A noi Prandelli chiede di tenere il pallone a terra e di muoverci tanto, un p0’ imitando quello che fanno loro. Allora ripeto che dobbiamo prendere spunto dalla partita iniziale dell’Europeo dell’anno scorso (finì 1-1, ndr), non solo per il risultato ma anche per il modo in cui la affrontammo. Come sta Pirlo? È un grande professionista, è già in campo che lavora, perché ha molta voglia di giocare, ma la scelta spetta a Prandelli». Di Alessandro Castellani
Fonte: ilmattino