di Eliana Del Prete
Si è tenuto stamane presso la sede Ansaldo di Piedigrotta un incontro chiarificatore tra i promotori del flash mob “Salviamo la Villa Comunale” e la società Ansaldo, additata ultimamente come possibile responsabile dei malesseri della settecentesca “passeggiata”.
In concomitanza con l’avvio dei lavori è stata redatta una perizia agronomica circa lo stato vegetativo delle essenze arboree interferenti con le opere delle stazioni di S. Pasquale – Arco Mirelli e Camere di ventilazione, sulla cui base si è poi provveduto, per le piante giunte a fine ciclo vitale o ammalate in maniera irreversibile, all’abbattimento mentre, per quelle fisicamente interferenti con dette opere al trapiantato ed al trasporto in un vivaio sito in località Marianella. La delicata opera di “espianto” è stata affidata ad esperti che hanno utilizzato una sofisticata macchina trapiantatrice proveniente dalla Germania che raccoglie in toto la pianta senza pregiudicarne la salute. Una volta chiusi i cantieri, terminati i lavori, si provvederà al reimpianto degli alberi. Il tutto -precisano i dirigenti Ansaldo- sotto supervisione del competente Servizio del Comune di Napoli e del Corpo Forestale dello Stato.
Chiarito anche il dubbio della presenza di acque salmastre che avrebbero -a detta di alcuni a causa degli scavi della galleria – portato ad un graduale indebolimento dell’apparato radicale delle piante presenti in Villa.
Come risulta da studi tecnici, fino a 36 metri di profondità non c’è introspezione cuneo salino, in più, le caratteristiche fisico chimiche del sottosuolo risultano inalterate rispetto lo stato quo-ante dei lavori. Lo dimostrano i piezometri posizionati ante opera dall’Ansaldo.
I problemi di salute degli alberi sarebbero riconducibili ad altre motivazioni dovute per lo più al fisiologico ciclo vitale delle piante stesse.
Durante l’incontro informale, si è discusso della revisione di alcuni progetti che, non trovando riscontro positivo nella prosecuzione dell’Inter lavorativo saranno oggetto di aggiornamenti. Ciò depone a favore di una continua opera di controllo e di supervisione. Sfatato anche il timore che, al posto degli attuali cantieri-una volta terminati i lavori- campeggino an plein air elementi architettonici di pertinenza della linea sotterranea. Ogni luogo sarà restituito alle origini. Stesso discorso vale per le statue, le fontane e quant’altro è stato rimosso dalla Villa per agevolare i lavori e al contempo preservare le opere d’arte che attualmente sono conservate nei depositi Ansaldo di Fuorigrotta con tanto di catalogazione e possibilità di ispezione.
7