NAPOLI – Il Calcio Napoli ha messo in mora il Comune sulla questione dell’utilizzo dello stadio San Paolo, facendo leva su una norma che prevede la diffida anche nel caso del creditore e non solo del debitore.

Il Napoli ha dato sette giorni al Comune per presentare le ricevute in modo da accreditare le somme dovute; in caso contrario, si farà certificare il credito. Una procedura non comune, apparentemente non chiara, ma necessaria in questa fase per il Napoli: solo così potrà continuare ad avere un canale aperto con il Comune per il rinnovo della convenzione, non facendosi coinvolgere nella partita del dissesto e tenendosi lontano dalla Corte dei Conti.

Tra il Napoli e il Comune sul caso-San Paolo la tensione è sempre più alta. Ieri dallo studio dei legali del club è partita la raccomandata indirizzata al sindaco de Magistris: si tratta di una messa in mora del Comune. Il Napoli chiede di ricevere entro sette giorni le reversali di pagamento (le fatture emesse dall’amministrazione pubblica) per i canoni relativi all’uso dello stadio, le percentuali su pubblicità, abbonamenti e incassi con relativa Iva, per complessivi 6,2 milioni di euro. Ciò che preme al Napoli è saldare i conti con il Comune: è un passo da compiere per procedere a una nuova convenzione o ad uno studio di fattibilità per ristrutturare il San Paolo.
di Francesco De Luca
Fonte: Ilmattino